sabato 30 maggio 2009

Metacorpo

L'avatar non è un corpo.

L'avatar è un segnaposto, un tag, una proiezione della propria mente dentro la piattaforma del Metaverso.

Il vero corpo (hardware) è la piattaforma stessa.

E dentro la comune piattaforma le menti coabitano come se si trovassero a vivere dentro allo stesso corpo.

Le menti nel Metaverso condividono lo stesso corpo digitale e sperimentano l'esperienza della non-separazione potendo gestire le stesse risorse "materiali".

Nel Mondo, invece, le menti sono dotate, ciascuna, di un differente substrato materiale, di un diverso e distinto hardware biologico.

Questa configurazione impedisce in larga misura il contatto.

venerdì 15 maggio 2009

Non leggete questo titolo !

Prima violazione.

Ed ora vi dico: non leggete questo post !

Seconda violazione.

Avete appena infranto due regole.
E state continuando.

Se viene vietata e sanzionata proprio l'azione che mi consente di conoscere il divieto vuol dire che posso rispettare le regole del sistema solo ignorandone l'esistenza.

E per conservare la mia purezza sono condannato alla indifferenza.

Sapere significa, sempre, violare un segreto, infrangere una regola.

La ricerca della Verità è una attività, per definizione, illegale.

Solo l'indifferenza e la non-ricerca ci consentono di conservare intatta la nostra folle rettitudine, la nostra feroce serenità, il nostro sorriso soddisfatto di sudditi.

lunedì 6 aprile 2009

Il Pendolo Elastico

Supponiamo di attaccare al soffitto una lunga molla e di agganciare alla sua estremità libera inferiore, un peso, diciamo di 1 kg.

Che cosa osserviamo ?

E' facilmente immaginabile: la molla si allunga e il peso scende verso il basso fino a che, dopo qualche piccola oscillazione, si ferma ad una certa altezza. L'altezza nella quale si ottiene l'equilibrio tra la forza gravitazionale che "tira" il peso verso il basso e la forza elastica della molla che, invece, lo "richiama" verso l'alto.

La forza elastica della molla è proporzionale all'allungamento della molla stessa (rispetto alla sua lunghezza di equilibrio) e la costante di proporzionalità K è detta: costante elastica della molla.

In forma matematica si scrive:

F = K*(H-Z)

Dove K è la costante elastica della molla, H è l'altezza della estremità libera della molla senza il peso attaccato (lunghezza a riposo) e Z è invece l'altezza (minore) a cui giunge l'estremità libera della molla con il peso agganciato.

La forza peso, invece, si esprime con la seguente formula:

F = M*g

dove M è la massa del corpo immerso nel campo gravitazionale (costante ed uniforme) e g è l'accelerazione di gravità che, sulla terra, è pari a (circa) 9,8 metri al secondo per secondo.

All'equilibrio le due forze si annullano e pertanto avremo:

K*(H-Z) - M*g = 0

da cui possiamo ricavare il valore di Z

Z = H - M*g / K

L'allungamento della molla è quindi dato dalla seguente espressione

M*g / K

in cui la costante elastica della molla (K) compare a denominatore.

Ciò significa che utilizzando una molla con una costante elastica maggiore (una molla più "forte", per così dire) osserveremmo uno spostamento minore e, viceversa, utilizzando una molla più "debole" (con una costante elastica minore), osserveremmo uno spostamento maggiore.

Se la costante elastica K avesse un valore infinito (una molla infinitamente forte!) non osserveremmo nessun allungamento della molla e il nostro peso rimarrebbe fermo esattamente all'altezza H.

Potete fare l'esperimento con le vostre "mani" navigando a questo indirizzo: http://snurl.com/fanet (e utilizzando la molla numero 3, a destra).

Divertente, vero ?

;-)

Ora facciamo un esperimento mentale (che potete anche riprodurre giocando con l'applet).

Dopo aver attaccato il peso alla molla, iniziamo a variare la costante elastica a nostro piacere

(sull'applet si può usare un controllo sulla destra chiamato "stiffnes spring 3").

Possiamo partire con un valore molto piccolo ed osservare il peso scendere molto in basso ed assestarsi sulla sua posizione di equilibrio.

Poi possiamo aumentare piano piano il valore di K facendo diventare la molla sempre più forte e vedendo il peso salire in alto a piccoli passi e con piccole oscillazioni.

Continuiamo ad aumentare il valore di K fino a raggiungere il massimo consentito (e quindi la massima altezza del nostro peso).

A questo punto, arrivati al massimo, facciamo un bello scherzo:

abbassiamo brutalmente il valore di K portandolo immediatamente al minimo valore possibile !

Cosa osserviamo ?

Un crollo, una caduta !

Il peso si ritrova improvvisamente senza sostegno ed inizia a precipitare.

Acquista velocità e giunge molto in basso, molto più in basso dell'altezza di equilibrio prevista per questo valore minimo della costante K.

Poi rimbalza ed inizia ad oscillare su e giù, come una palla elastica, fino a che dopo un numero di oscillazioni che dipende dalla quantità di attrito ("friction"), si ferma nella sua nuova posizione di equilibrio.

Conclusione (morale):

controllando il solo valore della costante K, della forza elastica della molla, siamo in grado di muovere il peso in alto e in basso a nostro piacimento e siamo in grado di farlo precipitare operando una improvvisa e sensibile riduzione del valore di K.


Ora permettetemi un paragone forse ingenuo ma, a mio avviso, molto calzante.

Facciamo queste sostituzioni terminologiche:

Z = altezza del peso agganciato alla molla --> ricchezza prodotta dal sistema economico (ad esempio il PIL)

K = costante elastica della molla --> il maggiore o minore credito concesso dalle banche a famiglie e imprese (cioè la maggiore o minore quantità di denaro in circolazione)

Non vi sembra che le banche abbiano giocato con il sistema economico mondiale esattamente come con un Pendolo Elastico ?

Negli ultimi decenni abbiamo avuto una soprendente facilità di accesso al credito: prestiti, mutui, mutui-subprime, aumento della massa circolante (e del debito pubblico)...

poi, improvvisamente, la crisi del credito !

Le banche che non prestano più denaro, la molla perde la sua forza e si allunga, il sistema economico precipita, le aziende chiudono e licenziano.

Durante la lenta salita del PIL, le banche hanno concesso crediti e sollevato l'economia in cambio di garanzie (mutui immobiliari in cambio di ipoteche sugli immobili, denaro circolante - creato dal nulla ! - in cambio del debito pubblico) quindi hanno messo le mani sui nostri beni materiali (mobili e immobili).

Ora, allungando improvvisamente la molla, danno uno scossone al sistema mandano sul lastrico migliaia di famiglie ed imprese che, non potendo più onorare i propri debiti, cedono alle banche la proprietà degli immobili e delle aziende per quattro soldi.

Le banche, che hanno in mano il telecomando per regolare la costante elastica del sistema economico (la maggiore o minore disponibilità di denaro !!) si preparano così al prossimo ciclo, alla prossima lenta salita, alla prossima bolla speculativa.

Forse è arrivato il momento di togliere il telecomando a questi signori e di riconsegnarlo nelle mani del Popolo Sovrano, il vero padrone del Pendolo !

sabato 28 marzo 2009

Pochi comprenderanno questo sistema

«Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione».
Henry Ford, imprenditore

«Dire che uno Stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri».
Ezra Pound, poeta

«Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti (…) Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato».
Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America


«Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a battere moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato».
Karl Marx nel “Capitale”

«Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi».
Sherman Rothschild, banchiere

«Il debito pubblico è abbastanza grande da badare a se stesso».
Ronald Reagan

«Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla».
William Paterson, fondatore Bank of England, 1694

«Autorizzato ad emettere moneta, e a controllare il sistema monetario di un paese, non mi preoccupo di certo di chi fa le leggi».
Mayer Amschel Rothschild

«La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere».
Amschel Mayer Rothschild

«L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto ».
Maurice Allais, premio Nobel per l’economia

domenica 15 marzo 2009

Considerazioni (ingenue?) sulla società umana, il valore e il Potere

La società umana (contemporanea) può essere considerata come una sorta di sistema termodinamico composto da un insieme di N individui interagenti in grado di produrre valore attraverso il lavoro e l'organizzazione del lavoro.

Il valore generato dal sistema (valore aggiunto) viene, in parte, rimesso in circolazione e scambiato all'interno del sistema, in parte assorbito da entità esterne al sistema.

Il valore si misura attraverso il denaro.

Il denaro è anche l'indicatore del potere d'acquisto cioè della maggiore o minore possibilità, per un soggetto, di poter acquistare il valore prodotto da altri soggetti, senza compiere lavoro.

Il denaro viene immesso nel sistema per consentire la produzione, la circolazione e lo scambio del valore nella società.

Affinchè la società umana possa produrre valore è necessario che ci sia ordine e pace sociale.
L'ordine e la pace sociale sono la condizione necessaria per la creazione del valore.
L'alternativa alla pace sociale è il caos, il disordine, che porta alla distruzione del valore.

L'ordine viene conservato attraverso l'esercizio del Potere.

Al vertice del Potere c'è la Finanza in mano alle grandi Banche private.
Le Banche private controllano le Banche Centrali e, attraverso di esse, gli Stati nazionali.

Ad un livello inferiore si sviluppano le cinque articolazioni visibili del Potere:

1. il Potere Politico: le istituzioni (democratiche)

2. il Potere Industriale: le imprese

3. il Potere Mediatico: i mass-media

4. il Potere Religioso: le religioni

5. il Potere Criminale: le mafie

Il Potere Politico ottiene, dal Potere Finanziario attraverso le Banche Centrali, il denaro (creato dal nulla e senza alcuna garanzia) necessario per consentire gli scambi di valore all'interno della società.

Le Banche Centrali, controllando la quantità di denaro in circolazione, determinano - di fatto - la maggiore o minore circolazione del valore provocando l'espansione o la regressione dell'economia.

Come contropartita al denaro circolante, il Potere Politico trasferisce titoli di debito (pubblico) alle Banche Centrali cedendo ad esse, di fatto, la propria Sovranità Monetaria.

Il Potere Politico, per poter onorare il debito (pubblico) sempre crescente e per gestire le infrastrutture materiali e immateriali necessari al funzionamento della macchina sociale, esercita sui cittadini una costante pressione fiscale che assorbe dal sistema una parte considerevole del valore.

Il Potere Industriale distribuisce salari ai cittadini-consumatori in cambio del loro lavoro e accumula valore aggiunto che viene poi immesso sul mercato generando profitti.

Il Potere Mediatico è fortemente interconnesso con il Potere Industriale e con il Potere Politico.

Il ruolo dei media è duplice:

1. tenere artificialmente alti i consumi (e, quindi, la produzione industriale e, quindi, i profitti) attraverso la propaganda pubblicitaria e

2. indurre stati d'animo e comportamenti collettivi che siano funzionali al mantenimento dell'ordine e della pace sociale.

Il Potere Religioso è molto simile al Potere Mediatico (la religione è, a tutti gli effetti, un mezzo di comunicazione di massa).

La pratica religiosa induce stati d'animo e comportamenti collettivi mediante un coinvolgimento diretto degli individui all'interno di un complesso sistema di simboli, di riti e di convenzioni.

Molto spesso, poi, il Potere Religioso si configura come la copertura (la faccia pulita) di un Potere Finanziario occulto e spregiudicato direttamente connesso con il vertice della Piramide del Potere.

Il Potere Criminale, infine, la quinta forma visibile del potere, assorbe valore dalla società umana mediante l'uso scientifico della violenza e offrendo al tempo stesso un servizio di protezione contro questa stessa violenza in cambio di obbedienza e denaro.
Il denaro accumulato con la pratica criminale viene poi immesso nelle filiere del riciclaggio sfruttando connessioni occulte con gli altri vertici del potere.

Le cinque articolazioni del Potere sono, evidentemente, dirette emanazioni del Potere Finanziario che è gestito da una sempre più ristretta èlite di individui.


La èlite al potere, raccoglie e accumula il valore prodotto dalla società umana nel suo complesso esattamente come un diligente apicultore raccoglie e accumula il miele prodotto da milioni api perfettamente organizzate e inconsapevoli.

Cosa succederebbe se le api, tutte le api, iniziassero a comprendere ?

mercoledì 4 marzo 2009

Parole come pietre...

Però sicuramente la verità verrà a galla!

E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici.

Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che de Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime!

E l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!

Ancora nessuno ha detto che io sono folle.

Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno.

Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose.

E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia.
A cominciare dalle stragi di via D'Amelio e dalla strage di Capaci.

Perché queste collusioni fra apparati dello Stato, servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata.

(dal blog di Gioacchino Genchi)

http://snurl.com/d3lmk

domenica 9 novembre 2008

Dentro il Modello

Proiettare il proprio avatar nel Metaverso è un po' come entrare dentro un Modello.

Un Modello della Realtà Sociale, ovviamente.

Un Modello che consente di mettere a punto una nuova Architettura Sociale.

L'architettura di una società dove ciascun individuo è perfettamente identificabile, tracciabile, osservabile. Dove ciascuno è un ID, un numero univoco, un fascicolo, una chiave univoca di ricerca in una tabella anagrafica sempre accessibile.

L'architettura di una società in cui gli scambi economici sono mediati da una sola e globale moneta elettronica.

L'architettura di una società senza nazioni ove vige la più totale libertà di movimento garantita dalla più totale mancanza di riservatezza dei propri movimenti.

L'architettura di una società in cui ogni individuo esiste in uno stato di perenne ed estatica connessione con qualsiasi altro individuo del sistema attraverso un potentissimo medium di comunicazione istantanea.

E qualsiasi messaggio, proprio perchè si serve del "mezzo" per essere trasmesso, accetta di essere registrato, archiviato, reso persistente.

In una parola, cessa di essere "privato".

Fuori dal Modello, un occhio "sovrano" sperimenta l'alterazione dei parametri sociali ed osserva gli effetti globali di queste variazioni esattamente come avviene quando si osserva l'evoluzione dei parametri termodinamici di un gas perfetto costituito da miliardi di particelle in moto caotico dentro una boccia di vetro.

Le evoluzioni del Modello consentono di tarare l'architettura e di arrivare, nel tempo, alla configurazione ideale.

Quando il Modello sarà messo a punto, anche grazie al nostro ignaro contributo, la configurazione ottenuta sarà finalmente replicata nella Realtà, nella architettura di RL.

Ma a quel punto saremo già perfettamente abituati, allenati, felicemente assuefatti, serenamente schiavi.

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